Un nuovo
microbisturi endoscopico per asportare i
tumori dell’apparato digerente,
protesi biodegradabili e sonde sofisticatissime per la
diagnosi precoce delle
malattie dell’esofago. Questi sono alcune delle novità presentate durante il
Congresso “
IMAGE - First International Live Endoscopy Course”, diretto dal
prof. Alberto Malesci, responsabile del Dipartimento di Gastreoenterologia di
Humanitas, e dal
dott. Alessandro Repici, responsabile dell’Endoscopia digestiva dell’o
spedale.
“IMAGE” ha riunito alcuni tra i
migliori ricercatori al mondo nel campo delle nuove tecnologie endoscopiche
provenienti da Giappone, Stati Uniti, Canada, Germania, Olanda, Francia, Inghilterra e Italia, per
interventi in diretta e un confronto sulle più recenti
innovazioni cliniche e tecnologiche nel campo dell’endoscopia diagnostica ed
operativa e della gastroenterologia, con particolare riferimento alle malattie acido-correlate come
il reflusso gastro-esofageo. Fra i relatori di Humanitas all’evento scientifico il
prof. Riccardo Rosati, responsabile di Chirurgia Generale e Mini-invasiva e il
prof. Marco Montorsi, responsabile di Chirurgia Generale III.
“Nel corso di Image è stato eseguito il
primo intervento in Italia con una nuova sonda in grado di identificare le cellule
maligne sull'
esofago di Barrett, in fase ancora molto precoce e non visibili a occhio nudo -
spiega il
dott. Alessandro Repici -. E sono stati illustrati gli interventi realizzabili con
una
nuova tecnica giapponese contro i tumori superficiali dell’apparato digerente, che
sostituisce il bisturi del chirurgo con un
bisturi microscopico controllato
per via endoscopica. Si tratta di bisturi di dimensioni così ridotte (pochi
millimetri) da poter essere inseriti negli endoscopi, attraverso i quali possono raggiungere
stomaco e intestino ed asportare, in maniera del tutto non invasiva, malattie tumorali ancora allo
stadio iniziale.
Attraverso le dirette live sono stati mostrati inoltre interventi di posizionamento di
nuove protesi biodegradabili in fase di sperimentazione per il trattamento delle
malattie esofagee, e l’esecuzione di una
biopsia di linfonodi per la stadiazione del cancro al polmone (ovvero l’insieme
degli esami effettuati per determinare l'estensione di un tumore e delle sue metastasi)
completamente
per via endoscopica, attraverso i bronchi (ecoendoscopia bronchiale). Grazie a
questa nuova tecnologia, la stadiazione del tumore del polmone sarà rivoluzionata. Non sarà infatti
più necessario intervenire chirurgicamente (mediastinoscopia) incidendo il torace a scopo
esclusivamente diagnostico, per verificare se i linfonodi sono interessati dal carcinoma polmonare.
L’ecoendoscopia brochiale consentirà di distinguere in modo estremamente preciso i casi che possono
beneficiare subito dell'intervento chirurgico da quelli che invece necessitano di cicli preparatori
di chemioterapia”.