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Andrologia dell'anziano
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L’incremento dell’età media e della qualità di vita ha portato a considerare la disfunzione
sessuale dell’anziano un problema emergente. Numerosi studi longitudinali hanno dimostrato che il
testosterone totale e biodisponibile si riducono costantemente (circa il 2% per anno) già dalla
3a-4a decade di vita. L’associazione di altri fattori riducenti i livelli di testosterone (obesità,
fumo, alcool, malttie croniche gravi e farmaci) provocano dopo i 60 anni ipogonadismo nel 25% circa
dei maschi. Una condizione di ipogonadismo provoca deficit della libido, disfunzione erettile,
scarsa responsività al trattamento della disfunzione erettile con farmaci iPDE 5, ma anche sulla
salute generale (osteoporosi, depressione, astenia, riduzione delle masse muscolari e tendenza all’i
ncremento dell’adipe in sede viscerale, profilo lipidico sfavorevole, maggior mortalità
cardio-vascolare). Il concomitante incremento di patologie urologiche della II-III età come l’i
pertrofia prostatica, il carcinoma prostatico, le infezioni uro-genitali (LUTS) possono ridurre
significativamente la qualità di vita ed interferire con l’attività sessuale.
Ci si ripropon
e di:
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valutazione internistica ed endocrino-metabolica con studio del profilo glicemico, lipidico,
del metabolismo osseo e dei fattori di rischio cardio-vascolari (con l’ausilio integrato dei
Colleghi cardiologi);
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valutazione integrata urologica (presso l’ambulatorio di Urologia) per studio della minzione
e clinico-strumentale della prostata (screening del carcinoma prostatico);
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valutazione psicosessuologica e presa in carico delle problematiche personali, di coppia,
familiari e sociali.
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