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La diagnosi di carcinoma prostatico viene eseguita mediante biopsie multiple della ghiandola in
anestesia locale. E’ importante sottolineare che, ad oggi, non esistono scientificamente ulteriori
comprovati metodi alternativi per la diagnosi di certezza.
Si procede ad una ecografia accurata della prostata per via trans-rettale o trans-perineale,
utile per misurare il volume prostatico, calcolare la PSAD (PSA density) e consentire il puntamento
bioptico, secondo schemi internazionali in evoluzione (2).
Completate le misurazioni prostatiche, si procede al mappaggio bioptico dell’intera ghiandola
(ambulatoriamente o in regime di Day Hospital, a seconda delle caratteristiche del paziente). La
biopsia può anche essere ripetuta più volte, qualora il rischio di tumore sia ancora presente
nonostante una precedente biopsia negativa.
In Humanitas la biopsia viene eseguita per via trans-rettale con ecodoppler associato, in
anestesia locale (3). L'ausilio del mezzo di contrasto ecografico è attualmente in studio
controllato, in collaborazione con l’Unità Operativa di Ecografia. Sono inoltre in corso studi
sull'utilizzo dei mezzi di contrasto ecografici che potrebbero risultare utili per visualizzare le
aree sospette.
Successivamente vengono analizzati i frustoli di prostata ottenuti (diametro di 1 mm circa,
lunghezza 12 mm). L’analisi anatomopatologica al microscopio consente di evidenziare la presenza
del tumore e di classificarlo con un punteggio (Gleason score) che fornisce una valutazione dell’a
ggressività. Un tumore la cui struttura cellulare è simile al tessuto normale (Gleason basso) è
meno probabile che risulti aggressivo nel tempo, contrariamente a neoplasie che hanno perso le
caratteristiche cellulari delle cellule normali (Gleason elevato). |