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Linea 5 - Analisi quantitativa e morfologica in Epatologia e Gastroenterologia

Responsabile: prof. Nicola Dioguardi
 
I principali temi di ricerca di questa linea sono tre:
 
  • ideazione e sviluppo di applicativi computer-assistiti che consentano un'analisi quantitativa della biopsia epatica.
    La biopsia epatica è oggi il "gold standard" per la diagnosi della malattia cronica del fegato, per la sua stadiazione e per la valutazione del processo infiammatorio in atto. Gli studi del gruppo coordinato dal prof. Dioguardi si propongono di perfezionare un sistema automatico, computer-assistito, di analisi della biopsia del fegato, in grado di fornire un'analisi istologica quantitativa della fibrosi e della necro-infiammazione epatica. Tale sistema è basato sull’utilizzo della geometria frattale, capace di misurare oggetti irregolari non definibili con i concetti della matematica lineare, e sulle recenti acquisizioni dell’analisi computerizzata delle immagini biologiche. L’applicazione di queste innovative metodologie ha reso possibile per la prima volta la quantificazione metrica del processo fibrogenetico e dell’attività necro-infiammatoria in soggetti affetti da epatite cronica. E’ in fase avanzata, inoltre, l’estensione del metodo anche allo studio di altre lesioni del tessuto epatico, quali steatosi e sovraccumulo di metalli (ferro e rame). In futuro, la metodologia ideata potrà essere applicata non solo ad altri tessuti istologici, ma anche a preparati citologici per la valutazione della geometria cellulare. 
     
  • studio del sistema immunitario nell’ambito della patologia epatica acuta, cronica e neoplastica.
    Nell’ambito della ricerca immunologica il gruppo prosegue gli studi sperimentali per l’ identificazione di cancer-testis antigens come target utili per definire eventuali strategie immunoterapeutiche e/o di terapia genica delle neoplasie epatiche
     
  • studio dei processi dinamici in epato-gastroenterologia.
    Per lo studio dei processi di sintesi e secrezione proteica, i ricercatori di Humanitas hanno messo a punto un sistema che utilizza la coltivazione in vitro di cellule epatiche primarie, con l’obiettivo di approfondire le conoscenze di base e di identificare biomarker diagnostici di patologia epatica cronica e neoplastica.

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