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Laboratorio di Immunopatologia gastrointestinale

Attività di Ricerca Ricerca clinica Silvio Danese Pubblicazioni
PRINCIPALI LINEE DI RICERCA E RISULTATI OTTENUTI

Le malattie infiammatorie croniche dell’intestino (Malattia di Crohn e Rettocolite ulcerosa) affliggono più di 4 milioni di persone nel mondo, e circa 200.000 persone in Italia. Lo sviluppo di terapie efficaci contro queste patologie richiede una maggiore comprensione dei meccanismi molecolari che ne sono all’origine. Gli studi di ricerca scientifica di base attivi presso il Laboratorio sono molteplici e si focalizzano su più aspetti di queste malattie.

 

Il ruolo di JAM-A nella patogenesi delle IBD

E’ stato identificato un importante ruolo della molecola di adesione JAM-A nel controllare la permeabilità intestinale e la sopravvivenza delle cellule epiteliali. In corso di infiammazione cronica intestinale, la presenza di JAM-A diminuisce sull’epitelio portando ad una disgregazione tra le cellule epiteliali che aumenta la permeabilità intestinale, facendo passare molte sostanze tossiche e batteriche nella zona infiammata ed incrementando così il processo infiammatorio. Si è osservato inoltre che JAM-A regola il normale equilibrio di ricambio delle cellule epiteliali: quando diminuisce o manca, le cellule epiteliali vanno incontro ad un accelerato programma di morte generando erosioni della mucosa intestinale, causa di ulcere. Questi risultati sono essenziali per disegnare nuovi farmaci in grado di ripristinare la barriera intestinale, prima fortezza di difesa contro il mondo esterno.

 

D6: un nuovo difensore intestinale

Durante il processo infiammatorio, le cellule del sistema immunitario sono richiamate nei tessuti infiammati da una particolare classe di molecole infiammatorie, le chemochine.

Queste, legandosi ai recettori presenti sulle cellule del sistema immunitario, attivano e guidano i globuli bianchi nella zona infiammata. I livelli delle chemochine aumentano nella fase iniziale dell’infiammazione per garantire il richiamo di un maggior numero di globuli bianchi. Successivamente, debellate le sostanze tossiche, diminuiscono spegnendo così il processo infiammatorio. Esistono dei sistemi di regolazione dei livelli di chemochine, uno dei quali è costituito da un recettore chiamato D6, che lega e distrugge le chemochine, riducendone così il livello. Abbiamo osservato che in corso di malattie infiammatorie croniche intestinali, la mancanza di D6 aumenta la suscettibilità e il rischio di insorgenza di adenocarcinomi. Questi risultati identificano D6 come una nuova classe di molecole prima sconosciuta nella patogenesi delle IBD.

 

Linfoangiogenesi: una tappa cruciale nella patogenesi delle IBD

La vascolatura linfatica raccoglie fluidi fuoriusciti dai tessuti per restituirli alla circolazione sanguigna. Il sistema linfatico è per di più un componente fondamentale della risposta immunitaria. Cellule del sistema immunitario come i globuli bianchi entrano nei vasi linfatici tessutali e migrano ai linfonodi per stimolare una risposta immunitaria. Le malattie croniche intestinali manifestano un numero elevato di vasi linfatici nel tessuto.

Attraverso il rilascio di segnali e altri fattori, le cellule immunitarie dei tessuti infiammati inducono e sostengono la linfoangiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi linfatici. Inoltre, in risposta a segnali proinfiammatori, le cellule endoteliali dei vasi linfatici aumentano la presenza di alcune molecole che svolgono un ruolo importante nella trasmigrazione delle cellule immunitarie, contribuendo ulteriormente all’infiammazione cronica.

Le ricerche in atto mirano a rivelare il meccanismo della linfoangiogenesi in casi di colite ulcerosa e morbo di Crohn, e a proporre l’ipotesi dell’inibizione della linfoangiogenesi come nuovo approccio terapeutico per la cura di queste patologie.

 

Probiotici

Normalmente a livello intestinale esiste un delicato equilibrio tra la flora batterica e le varie strutture difensive della mucosa. Questo equilibrio è garantito dalla prevalenza di batteri ad azione benefica e protettiva, rispetto a batteri tossici. Quando questo equilibrio si altera, i batteri tossici prendono il sopravvento, creano danni e lesioni alla mucosa. La somministrazione di alcuni specifici probiotici (microrganismi vivi capaci di influenzare positivamente la flora intestinale o suoi derivati) nei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali ha migliorato la ripresa del processo infiammatorio.

Recentemente una ricerca del laboratorio ha rivelato che un nuovo preparato di otto lisati di batteri è in grado di migliorare il processo infiammatorio intestinale, aumentando la produzione di immunoglobuline di classe IgA da parte della mucosa.

 

Vitamina D3

È stato testato con efficacia l’utilizzo della vitamina D3 e di diversi analoghi nel trattamento di colite sperimentale. Questi risultati potrebbero aprire nuovi orizzonti sull’impiego di questo farmaco, non solo per le sue capacità di agire sull’osteoporosi, ma anche sulle sue capacità antiinfiammatorie.

 

Proteina C

Negli ultimi anni è stato dimostrato che uno stato infiammatorio determina l’attivazione della coagulazione che a sua volta può mantenere e aumentare la risposta infiammatoria stessa. Le scoperte più interessanti nell’interazione tra infiammazione e coagulazione derivano dallo studio del sistema anti-coagulante naturale formato dalla proteina C (PC). È stato infatti dimostrato che questo sistema, che si credeva deputato solo al controllo dell’attivazione, è in realtà dotato anche di una potente azione anti-infiammatoria, svolta soprattutto dalla proteina C attivata (Activated Protein C, APC). Negli ultimi anni è stato dimostrato che il sistema PC, oltre alla attività anti-coagulante, svolge anche un’importante attività anti-infiammatoria. E’ stata testata con efficacia la capacità del sistema della proteina C nel curare la colite sperimentale. Questo progetto è stato effettuato in collaborazione con AMICI (Associazione Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali).


 
FINANCIAL SUPPORT
  • 2005. 2 years Grant from the Broad Medical Research Program for the project: “Angiogenesis in Inflammatory bowel disease: the contribution of platelet-endothelial interactions and implications for novel therapeutic approaches”
  • 2006. 3 years Grant from the European Community (FRP6) for the project: “Usefulness of a new DNA array (“IBDChip”) to predict clinical course, development of complications, and response to therapy in patients with inflammatory bowel disease (IBD)”
  • 2006. Designed Member of the Astra Zeneca program: "Emerging Leaders Alumni in Gastroenterology"
  • 2007. IRCCS Grant Coordinator for the project: “The protein C pathway in IBD”
  • 2007. Research Grant from the Associazione Italiana Ricerca cancro (AIRC) for the project: “ Evaluation of the role of activated platelets in colon cancer growth and angiogenesis”
  • 2007. UCB grant award from the Italian Society of Gastroenterology for the project: The role of VEGF-A in IBD
  • 2008. 2 years Grant from the Broad Medical Research Program for the project:” Lymphangiogenesis in Inflammatory bowel disease pathogenesis
  • 2008. Grant form the European Crohn’s and Colitis Organization for the project: The role of Lymphatic system in IBD pathogenesis
  • 2008. Grant from Fondazione Cariplo for the project: Stem-cell-endothelial interactions in IBD

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